Storia e consistenza della biblioteca del " Cattaneo"
Come si è detto, la scuola fu dotata sin dal suo nascere di un notevole patrimonio librario, incrementato nel 1889 da un lascito di circa 8000 volumi appartenuti a G. Frasconi, da donazioni e acquisti. Il Catalogo pubblicato in vista dell’ Esposizione universale di Parigi del 1900 e giá ricordato, elenca 14.065 volumi ordinati per materia,13 a cui si aggiunsero nel 1909 altri 2.323 volumi, schedati in ordine alfabetico e per materia in un Supplemento al Catalogo. 14 Nel 1913-14 venne attivata una Biblioteca degli Studenti e nel 1923-24 furono organizzate le Bibliotechine di classe destinate ai corsi inferiori: un primo catalogo, redatto nel 1926, elenca circa 3800 volumi (3465 +365), 700 dei quali, indicati con un asterisco, prestati dalla Biblioteca dei Professori, mentre al 1929 risale un Supplemento al catalogo che elenca 360 nuovi acquisti per la Biblioteca circolante e 107 per le Bibliotechinedi classe destinate ai corsi inferiori . 15 Messa al riparo dai bombardamenti durante l’ultima guerra, nel 1952 la biblioteca raggiunse i 21.OOO volumi 16. Il nucleo originario (comprensivo di monografie scientifiche e letterarie e di collezioni di riviste, italiane e straniere, spesso assai rare), non è tuttavia piú consultabile dagli anni ’50, quando venne depositato nel sottotetto dell’edificio di Piazza Vetra, 9, e solo in minima parte in biblioteca, in presidenza e nei gabinetti scientifici.17 La consistenza del fondo antico, dunque, è ormai documentabile solo sulla base di un confronto tra i due cataloghi a stampa appena ricordati, i cinque volumi del Registro d’ingresso, 1889-1973 18 e lo schedario manoscritto della Biblioteca dei Professori, ordinato per autori e materia e a torto ritenuto perduto19, ancora consultabile nella Biblioteca della sezione Ragionieri 20. Il lavoro di catalogazione è in corso: manca ancora, tuttavia, la localizzazione di gran parte dei volumi conservati in soffitta, il loro controllo, la verifica di quanto è stato perso durante la guerra o smarrito in questo secolo, la schedatura secondo un sistema unitario e la collocazione dei volumi in spazi adeguati.
Per quanto riguarda la biblioteca degli Studenti e dei Professori, unificata nel dopoguerra, nel 1966 è stata divisa, come si è giá ricordato, tra gli Istuti tecnici per Ragionieri e Geometri ospitati nell’edificio e riunificati amministrativamente solo nel 1997. Attualmente il patrimonio librario della Scuola è cosė distribuito: la Biblioteca della sezione Geometri possiede circa 6000 volumi, ai quali se ne aggiungono altri 6000, tra antichi e moderni, conservati nei Laboratori scientifici (biblioteche dei laboratori di Costruzioni, Topografia, Agraria, Fisica e Chimica), dove pure si conservano alcuni manoscritti, e la Presidenza. La biblioteca della sezione Ragionieri possiede invece circa 8OOO volumi, per un totale di 20.OOO volumi.
Quanto al nucleo storico della biblioteca, a lungo considerata il fiore all’occhiello dell’Istituzione asburgica e post-unitaria, ci sembra possa ancor oggi rivestire un grande interesse per la cultura milanese e l’Universitá ( Facoltá di Storia, Storia della letteratura, storia della Pedagogia, Storia della Scienza, Storia dell’ Economia). Non puó essere piú considerata, infatti, una Biblioteca scolastica, ma piuttosto, come giá rilevava nel 1914 il manuale Le biblioteche milanesi a cura del Circolo Filologico milanese, 21 una " collezione di testi e monografie che invano si cercherebbe presso istituti letterari della nostra cittá" (e il giudizio è ancora sottoscritto, nel 1995, da F. Serva nel repertorio I fondi speciali delle biblioteche lombarde ).22 Nello spirito originario della Scuola, infatti, la Biblioteca abbracciava tutti i saperi contemporanei, sia tecnologico-scientifici, sia letterari, filologici, comparatistici e storici. Il suo pregio complessivo, dovuto non tanto alla raritá delle edizioni ivi conservate, ma alla completezza delle sue collezioni ottocentesche, ci sembra paragonabile a quello di altri fondi privati milanesi, giacenti ad esempio presso il Museo del Risorgimento, la Casa del Manzoni o la Biblioteca Ambrosiana (fondo Villa- Pernice). Ecco qualche dato desunto da una ricognizione ancora provvisoria, condotta sui cataloghi primo-novecenteschi (a stampa e manoscritti).
Libri dei secoli XVI-XVIII: dalla ricostruzione in corso del catalogo del fondo antico, risulta che dei 14.OOO volumi schedati nel 1900,23 solo 58 sono le edizioni del 1500 ; 23 quelle del 1600 e 91 del 1700. Le edizioni dei secoli XVI-XVIII consistono per lo piú in ristampe di classici greco-latini, peraltro massicciamente rappresentati in edizioni ottotentesche: è il caso, ad esempio, di Aristotele, Ret. 1575; Cassiodoro, 1663; Esopo, 1549; Longino, 1556, 1559; Macrobio, 1560; Ovidio, Er. 1599 e Fast. 1622; Pausania, 1558; Platone, 1554; Plinio, 1526 e 1643; Quintiliano, 1555; Seneca, 1656; Senofonte, 1596; Stazio, 1676; Svetonio, 1556; Tacito, 1632; Tucidide, 1550) e di scrittori di epoca umanistica (Valla, 1558; Lipsio, 1675). Anche tra le edizioni di autori volgari o volgarizzati ( come ad esempio F. Comines, Memorie, 1594; B. Corio, Historia di Milano, 1554; F. Petrarca, Canzoniere e Trionfi, 1617), mancano, a un primo sguardo, prime edizioni. E’ tuttavia particolarmente pregevole la presenza in catalogo di vocabolari metodici (come la Fabrica del mondo di F. Alunno, 1574) e di dizionari antichi (come un Calepino del 1673; un Lexicon graeco-latinum del 1593, un Kramer tedesco-italiano del 1724 e una Regia Parnassi del 1758 ), nella ricchissima sezione dei " Dizionari" (su cui vedi piú oltre).
Libri del secolo XIX: sono la maggior parte. Si tratta di ristampe di classici e di testi antichi, di opere originali nelle principali lingue europee (soprattutto francese e inglese), di collezioni di vocabolari, manuali e riviste. Il Catalogo novecentesco 24 ordina i volumi per argomento in : A. Giurisprudenza; B. Scienze filosofiche, religiose e morali; C. Scienze sociali (Politica, Economia, Statistica e Scienze delle Finanze); D. Scienze matematiche (Matematica, Meccanica, Astronomia e Topografia); E. Contabilitá (Ragioneria, computesteria , amministrazione); F. Scienze naturali ( Geologia, litologia, paleontologia, mineralogia, botanica, zoologia, igiene e medicina) ; G. Scienze fisiche e chimiche (Fisica, Chimica e Chimica applicata); H. Scienze agricole (Agronomia, Allevamenti, Economia rurale); I. Tecnologia (Industrie, Costruzioni, Arte nautica e militare, Giuochi e collezioni); J. Storia ( storie generali, speciali, biografie, memorie, archeologia); K. Geografia (Cosmografia, viaggi, cartografia); L. Belle lettere ( lingue e letterature classiche, italiana, straniere); M. Belle arti (pittura, scultura, architettura, disegno, incisione, fotografia, e persino calligrafia) ; N. Enciclopedie (Dizionari enciclopedici, atti accademici, bibliografia e giornali, dove figurano anche libretti d’opera, almanacchi e strenne). Il Supplemento al catalogo del 1909 25 aggiunge, accanto all’ordine alfabetico, le materie di: Fisica particolare, meteorologia ed elittricitá ; Merceologia (sez. G); Estimo, viticoltura (sez. H); e, per la letteratura francese, la curiositá bibliografica dei libelli o "Etrennes mignonnes" e della letteratura in dialetto milanese ( sez. L).
Nella sezione letteraria ottocentesca (L) spiccano alcune edizioni particolarmente rare nelle biblioteche milanesi e lombarde (il controllo è stato condotto sulla base dello schedario unico delle biblioteche lombarde della Biblioteca Comunale Sormani; sul METAOPAC e sul Catalogo dei Periodici lombardi )26. Ad esempio, la prima traduzione italiana in 23 volumi dei romanzi di W. Scott (1825-1830) e il Traitè di Say del 1803, conservati a Milano solo presso la Biblioteca Ambrosiana (come noto, ormai di ardua consultazione), o il commento alle Rime di Petrarca di G. Leopardi (Milano, 1826), invece conservato presso la Biblioteca Comunale di Milano e l’A.Mai di Bergamo.
Nella sezione relativa ai Dizionari ( L), invece, si puó ammirare una raccolta di dizionari mono e bilingui (17 greco-latini, 12 francesi, 13 tedeschi, 11 inglesi e ben 52 italiani), soprattutto ottocenteschi, che rappresenta al meglio la preoccupazione contemporanea per la "questione della lingua". La sezione, che riteniamo unica per completezza nel panorama lombardo (si veda, a questo proposirto, P. Zolli, Bibliografia dei dizionari specializzati italiani del XIX secolo, Firenze 1973), si assomma ai testi di retorica, alle grammatiche metodiche e storiche delle lingue antiche e moderne, ai manuali e alle crestomazie didattiche, dando vita a un fondo linguistico-didattico di enorme interesse documentario per il periodo risorgimentale e post-unitario.
Lo stesso puó dirsi di un altro settore, quello storico (J), che accanto ai trattati (ordinati in storia generale e storie speciali), agli epistolari, alle autobiografie (tra le quali spicca anche una sezione ineditamente dedicata alle "Donne celebri"), alle cronache, ai documenti e alle memorie, raccoglie una biblioteca di storia francese sette-ottocentesca di tutto rispetto. La raritá e la compattezza di questa sezione, in cui spicca la raccolta di saggi e memorie consacrate alla Rivoluzione e alla Restaurazione, è subito evidente da un confronto con le altre biblioteche lombarde. Ad esempio, i 12 volumi della Histoire de la Rèvolution Franįaise (1847-62) di L. Blanc, sono solo alla Biblioteca Nazionale Braidense ; per trovare un altro esemplare di E. Bosc, Histoire Nationale des Gaulois ( 1882) bisogna andare a Bergamo, A. Mai ; è esemplare unico in Lombardia P. Bosq, Versaille et les Trianons (s. a.); J.B. Capefigue, I cento giorni ( 1842) è solo a Bergamo, A. Mai, mentre due copie dell’ Histoire constituttionnelle et administrative de la France depuis la morte de Ph. Auguste (1834) sono, rispettivamente, alla Biblioteca comunale Sormani e all’Ambrosiana; L’Analyse raissonnèe de l’Histoire de France di Chateaubriand nella prima edizione del 1845 è conservato solo in questa sede ( a Milano, Universitá Cattolica e Istituto di Storia patria esistono due edizioni successive, del 1852 e ’71). La giá ricordata cinquecentina di F. Comines, Memorie, 1594, invece, è solo alla Biblioteca Trivulziana. E ancora: sono solo all’Angelo Mai di Bergamo o all’Ambrosiana di Milano le edizioni, qui elencate, di Fauriel, Guizot, Lamartine, Lavallèe, Thiers (il cui Discours, 1849 si trova anche alla Biblioteca del Museo del Risorgimento), Taine e Tocqueville, che con gli autori elencati tra i memorialisti (Bibl. 1, pp. 105-106) e tra i biografi delle "Donne celebri" (ibid. ), completano una raccolta di memorialisti e storici della Restaurazione, pari solo a quella braidense e in qualche caso sua complementare. Vi figurano infatti il duca de Broglie, Chateaubriand, Chuquet, G.M. Ferrero, Goncourt, Haureau, Jaubert, Lamartine , Remusat, Miot de Melito, oltre ai Mèmoires de Guizot, dei quali a Milano esiste un altro solo esemplare alla Casa del Manzoni (e dello stesso Guizot, si conserva anche la rarissima monografia Shakespeare et son temps, del 1852). Sono invece esemplari unici in Lombardia, nella medesima sezione: A. de Echerolles, Une famille noble sous la Terreur (1879) e, P. de Raynal, Le mariage d’un roi. 1721-1725 (1887) e Rèlations des violences exercèes au Palatinat á la fin de l’annèe 1673 ( 1675). Rarissime anche le collezioni relative alle "Esposizioni" ).
Lo stesso interesse sembrano rivestire le raccolte scientifiche ottocentesche (tra le quali figurano i volumi di storia della fisica del Rosenberg e del Poggendorf, l’Encyclopedie chimique diretta dal Fresny, oltre ai primi studi di C. Lombroso) e le collezioni di riviste, che spesso coprono anni non documentati nelle altre biblioteche lombarde. A proposito dei testi di Elettromagnetismo schedati a Catalogo, si è chiesto un parere a un esperto, il prof. A.Silvestri, ordinario di Storia delle Tecnologie al Politecnico di Milano che, si cita dalla suia relazione, rileva come la sezione, benchè limitata cronologicamente, sia illustrata "da personaggi e lavori significativi sia a livello italiano che internazionale, sia a livello teorico ( piú da fisici matematici ,che da fisici tecnologici, come si diceva allora), sia applicativo. Cosė, per fare degli esempi, i volumi di Mascart e Joubert sono dei classici trattati post-maxwelliani; Gerard, del celebre Institut Montefiore di Liegi è uno dei primi studiosi di misure elettriche, e Thompson è un grosso nome dell’elettromagnetismo inglese; mentre Du Moncel e Hospitalier sono anche divulgatori e illustratori dei progressi dell’elettronica (per esempio nel volume del 1881 di Hospitalier siulle invenzioni presentate all’Esposizione Internazionale di Parigi di quell’anno). In Italia si va da un matematico di chiara fama prestato all’Elettromagnetismo (Betti), da un fisico tecnologico tempestivamente attento ai fenomeni elettromagnetici come Ferrini (la cui prima edizione di Elettricitá e masgnetismo conobbe subito traduzioni fuori d’Italia), al piú grande fisico -anche tecnologico- Righi [
] senza contare le annate pur lacunose di riviste non eccelse, ma che eran o ciononostante quelle che propagavano -benchè piú divulgativamente che scientificamente- le conoscenze elettromagnetiche nel nostro paese.".
Delle numerose raccolte di riviste, giá segnalate come pregevoli nel 1914 , 27 l’"Edinburgh Review " (1859-1888) , in 122 volumi, si conserva per gli stessi anni solo a Brera (1816-1923), cosė come il "Journal des èconomistes" (1861-1888), in 70 volumi (a Brera gli anni 1842-1928), mentre la raccolta del "Zeitschrift fur mathematischen und naturwissenschaftlichen Unterricht" è unica a Milano: alla Biblioteca del Politecnico si conserva il solo anno 1916 . Anche gli " Annales de Chimie et de Physique" (anni 1861-1913) hanno a Milano un corrispettivo solo all’Istituto lombardo, cosė come lo "Jahrbuch uber die Fortschritte der Matematik" e la "Revue des deux mondes" ( 1864-99, in 218 volumi). Le raccolte della "Nuova antologia" e del "Politecnico " di Cattaneo sono invece seconde per completezza solo a quelle braidensi.
Quanto ai manoscritti, che alcune fonti primo-novecentesche citano, ci si attende ancora qualche risultato dal censimento delle biblioteche di Laboratorio al quale è stata interessata la Sovrintendenza regionale ai beni Archivistici, che ha avviato le pratiche per il vincolo che impedisca, in futuro, pratiche illecite di alienazione del patrimonio scolastico.
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