Il recupero delle biblioteche storiche degli Istituti superiori
Il caso dell’ I.T.G.C. " C. Cattaneo" di Milano
A cura di Vania De Maldè
Pubblicato nella rivista " Il Voltaire. Cultura, Scuola, Societá" 6, 2000, pp. 27-39.
Il progetto provinciale per il recupero delle biblioteche scolastiche milanesi
Nel corso degli ultimi anni, anche in vista della prossima nascita della "Grande Biblioteca Europea di Porta Vittoria", si é verificata a livello provinciale e cittadino una insperata ripresa di interesse per le biblioteche scolastiche. Nel progetto esposto in un recente convegno dall’assessore provinciale alla cultura e ai beni cilturali ing. Giovanni Verga,1 infatti, le biblioteche dei maggiori Istituti superiori, finora sottostimate e pochissimo frequentate, potrebbero egregiamente supplire alla carenza, tutta milanese, di biblioteche civiche di quartiere: una volta informatizzate, collegate tra loro e dotate di mezzi e di personale, infatti, potrebbero essere aperte alla consultazione on-line e restituite, oltre che agli insegnanti e agli studenti della scuola, al pubblico cittadino e universitario, da sempre a caccia di sale di consultazione e studio.
E’, questo, un progetto finalmente organico e perció degno di particolare attenzione. L’ambizione di razionalizzare in un unico sistema biblioteconomico strutture scolastiche e cittadine, infatti, sembra l’ unica strada da percorrere sia per dotare Milano di una rete di biblioteche satelliti alla Civica Sormani (e in un futuro prossimo alla "Grande Biblioteca Europea"), sia per salvare un patrimonio archivistico, librario e museale che, se lasciato alla discrezionalitá dei singoli o a una malintesa "autonomia", potrebbe andare facilmente distrutto o alienato.
Ma i rischi legati a un disegno di cosė ampio respiro sono tuttavia molti e moltissime le difficoltá organizzative, pratiche e finanziarie: il recupero, spesso ancora parziale o appena avviato, di alcune biblioteche scolastiche cittadine, infatti, é stato finora dovuto piú alla passione disinteressata di alcuni presidi e professori che a un reale contributo delle Amministrazioni locali e degli organismi scientifici e scolastici regionali. Basti dire che le ultime leggi relative alle Biblioteche scolastiche del Ministero della Pubblica Istruzione2 riguardano esclusivamente il potenziamento delle strutture e delle dotazioni librarie e multimediali destinate all’utenza studentesca, ma ignorano del tutto il recupero conservativo dei fondi storici degli Istituti superiori. Inoltre, la mancanza di direttive unitarie, di personale specializzato, o almeno "formato" secondo criteri biblioteconomici correnti,3 e di un coordinamento unitario (ad esempio della Sovrintendenza regionale ai beni librari o dell’Universitá), fa sė che tutte le operazioni legate alla biblioteca (dal sistema di archiviazione e catalogazione, ai criteri di conservazione e restauro) siano del tutto empirici e ogni scuola, di fatto, proceda per sè e da sè sola, regolandosi secondo competenze, mezzi e interessi suoi propri. Il che comporterá, in un futuro prossimo, una prevedibile difficoltá di uniformazione e, dunque, di consultazione. E’ il caso dei lavori di inventariazione della strumentazione museale giá avviati, a Milano nei Licei classici "C. Beccaria", "A. Manzoni" e "G. Berchet", nell ’Istituto Magistrale "Virgilio", negli Istituti Tecnici "C. Tenca", " E. Molinari" e "Schiaparelli", nella "Societá d’incoraggiamento d’ Arti e Mestieri" o, infine, al Liceo scientifico "A. Volta" di Como, dei quali danno notizia A. Galbani e L. Sciagura negli atti del convegno " Per ricordare e conoscere: dai laboratori e dagli archivi del Politecnico", tenuto al Politecnico di Milano nel marzo del 1996. 4
Per iniziare un’opera di coordinamento e di confronto, ma anche e soprattutto per riflettere sullo straordinario profilo delle dotazioni otto-novecentesche delle scuole italiane, riteniamo dunque di qualche interesse presentare il caso della piú antica scuola politecnica milanese, l’ Istituto Tecnico per Ragionieri e Geometri "C.Cattaneo", il cui fondo storico, organico e complementare alle raccolte di documenti e di strumenti conservati nei Laboratori di Topografia, Agraria, Tecnologia delle costruzioni,5 é in assoluto il piú ricco tra quelli delle biblioteche scolastiche milanesi. Conta infatti circa 35.000 volumi ( oltre 20.OOO dei quali in consultazione) solo in parte sovrapponibili, per quanto si é potuto finora verificare, ad analoghe collezioni cittadine, ad esempio conservate presso la Biblioteca Nazionale Braidense, la Biblioteca Ambrosiana o quella del Politecnico.
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